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Cap.1 par 5 Un incontro

04/04/2012 12.30.48 mercoledì

 

Cap1 par 5 Un incontro

 

Vohael attraversò il deserto, nel più completo silenzio. Era solo in questa sua personale battaglia, ma sarebbe andato avanti lo stesso. Doveva assolutamente ritrovare i suoi ricordi! E un’immagine dal nulla gli apparve nella mente, quella di quando aveva scoperto che l’unico in grado di dirgli come fare ad aver di nuovo i suoi ricordi era Chabod. Infatti, ricordò il giorno che era andato da quella sibilla, da Delphine, e che gli aveva predetto che solo il mago Chabod avrebbe potuto aiutarlo. Quel giorno era entrato nella tenda della sibilla. Nella tenda c’era buio pesto, soltanto una luce luminosa illuminava il tavolino dove stava seduta la veggente. Una sfera di cristallo, un paio di carte: era tutto quello che possedeva Delphine. Rattristato per la sua sorte, aveva preso posto sulla sedia proprio di fronte alla sibilla. Quella, senza chiedere nulla, disse: <<So perché sei qui e cosa cerchi. Ma io non posso aiutarti.>>

A quelle parole Vohael aveva avuto un sussulto.

<<Tuttavia – continuò a parlare Delphine – posso dirti chi ti può aiutare. Si chiama Chabod ed è un mago che vive nella città di Camlost…>>

<<Così lontano?>> la interruppe Vohael.

Quella annuì e disse piano: <<Lo vedo nella mia sfera di cristallo che lo troverai lì. Ma attenzione! Non sarà per te così facile come pensi, parlargli>>

E con queste parole sibilline, lo aveva congedato.

Ed eccolo qua, ora, solo in mezzo al deserto a cercare una sposa per il re. Il caldo del deserto non l’aveva minimamente preoccupato, ma l’infinita distesa di sabbia, quella che sembrava perdersi all’orizzonte senza lasciare speranza… Bé quella sì lo aveva spaventato. Eccome! Ma sapeva che una volta attraversato il deserto avrebbe incontrato la principessa Alatariel.

Stava per distendersi su una duna, quando all’orizzonte vide un minuscolo puntino nero che col caldo afoso ondeggiava debolmente. Non era sicuro, ma dall’aspetto sembrava proprio… un ragazzino… almeno… non riusciva a distinguere bene chi o cosa fosse. Man mano che però si avvicinava a lui, distinse chiaramente i lineamenti: era proprio giovane! Ma non era come aveva pensato, e cioè un ragazzino, ma una ragazzina sui tredici anni. Era scalza, portava un velo nero che le copriva la testa, i rossi capelli arruffati, portava un abito composto da una gonna marrone lunga fino ai piedi, un corpetto nero, che metteva in risalto l’esile corpo, e una camicia marrone. Aveva la pelle bianchissima e una miriade di efelidi le punteggiavano il viso.

<<Ciao! – la salutò per primo Vohael – mi chiamo Vohael e questo è il mio destriero.>>

La ragazzina arricciò il naso, prima di rispondere: <<Mi chiamo Jil e sono scappata dal mio accampamento. Le Figure Nere, i cavalieri di Lord Arshiall, hanno preso e imprigionato i miei genitori e quelli della mia stirpe.>> Disse tutto d’un fiato la ragazzina lentigginosa.

<<Nomadi?>> domandò Vohael.

<<Sì, siamo un popolo di nomadi. Eravamo trecento, ma sono riuscita a scappare solo io!>> si sedette per terra esausta.

<<Vuoi dell’acqua?>>

<<Sì… grazie!>>

Vohael le porse dell’acqua e Jil bevette avidamente dalla borraccia.

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Cap.1 par 4 Un incontro

05/03/2012 11.55.07 lunedì

 

Cap. 1 Par 4. Un incontro

 

Decise che quel giorno non avrebbe indossato l’armatura, giusto per non dare nell’occhio. Così si alzò, si lavò e si vestì. Scese giù in locanda per fare colazione. A quell’ora (doveva essere mattino presto) non c’era quasi nessuno. Il locandiere gli domandò:

<<Dormito bene?>>

<<Sì>> rispose con semplicità Vohael, sbadigliando.

Dopo colazione, uscì per la strada e si immerse nella folla di passanti. Il Castello si vedeva che si stagliava all’orizzonte, ma volle lo stesso chiedere la strada per raggiungerlo. Così un passante indicò la strada. Dopo aver percorso alcune stradine meno affollate, finalmente giunse al Castello. All’entrata c’erano due guardie. Una di loro lo fermò.

<<Alt! Di qui non si passa!>>

<<Mi chiamo Vohael e sono venuto a trovare il prigioniero, lo stregone Chabod.>>

La guardia lo squadrò ben bene prima di rispondere.

<<Non sono ammessi visitatori per i maghi.>>

Allora, Vohael, pensò che dando una mancia alla guardia quella avrebbe ceduto alla sua richiesta. Ma si sbagliava, la guardia ripeté:

<<Non sono ammessi visitatori per i maghi.>>

Così Vohael insistette: <<La prego, devo solo parlargli. Potete perquisirmi se volete: non sono armato!>>

I due si guardarono, poi uno di loro si avvicinò e lo perquisì: era come aveva detto: non era armato.

La guardia che l’aveva perquisito annuì all’altra e disse: <<Potete passare, ma sarà il re a concedervi più o meno il permesso di parlare con quel mago.>>

<<Va bene.>> Rispose Vohael entrando nel Castello. Spiegò anche alle guardie che stavano all’ingresso dell’entrata il motivo della sua visita e loro mandarono un messo per avvertire il re. Nel frattempo, Vohael stava nel cortile del Palazzo ed era sorvegliato a distanza dalle guardie. Il messo giunse poco dopo con la notizia che gli avrebbe dato udienza nella Sala reale.

Vohael fu condotto, quindi, nella grande sala e trovò l’anziano re seduto sulla scranna intento a leggere delle missive.

<<Ho saputo il perché del vostro arrivo qui a corte, ma non so perché volete vedere quel mago da strapazzo!>> esclamò senza preamboli il re, distogliendosi così dalla lettura delle sue missive.

<<Sire – iniziò dicendo e inginocchiandosi- tempo addietro ho combattuto una battaglia, ma nello scontro sono stato ferito alla testa, nonostante portassi l’elmo. Ed ora, ahimè, non ricordo più nulla del mio passato. Sto cercando il mago, perché mi hanno detto che è l’unico in grado di guarirmi…>>

Il re si alzò dal trono sul quale era seduto e spazientito disse: <<Ma non lo sapete che qui la magia è stata bandita da molto tempo?>>

<<Sire, l’ho saputo proprio ieri, perché sono arrivato ieri sera qui a Calmost. Io non so se questo Chabod debba guarirmi con la magia, ma un modo per sapere come ritrovare i miei ricordi ci deve pur essere!>>

Il re si avvicinò a Vohael, lo squadrò ben bene, socchiuse gli occhi e rispose: <<Parlerete con il mago, solo se mi troverete una sposa…>>

<<Sire… io non credo di essere il più adatto…>>

<<Fate silenzio! Il mio è un ordine! So che al di là del mare, sulla sponda Orientale, c’è una bellissima principessa in cerca di sposo. Se me la porterete qui, vi concederò l’udienza con il mago. Altrimenti non se ne fa nulla!>>

<<Ma sire…>>

<<Niente ma. Ci tenete ai vostri ricordi? Bene! Allora portatemi Alatariel!>>

A Vohael non rimase altro che inchinarsi e rispondere: << Sarà fatto!>>

Quindi si congedò dal re e prese le sue cose in locanda si rimise subito in viaggio.

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Cap1. Par. 3 Un incontro

28/01/2012 13.35.23 sabato

 

Cap. 1 Par 3. Un incontro

Poco dopo bussò alla porta della sua camera Annael. Lui la fece entrare, sbalordito per la sua visita.

<<Ho visto come avete guardato il mio tatuaggio>> disse la ragazza sottovoce.

Vohael annuì per confermare quanto Annael stava dicendo. E aggiunse anche, mentre scuoteva la testa: <<Siete, forse, una cartomante?>>

<<Esatto!>> rispose Annael, sedendosi su una sedia vicino alla porta.

<<Parlate! – la intimò Vohael – Ditemi cosa sta accadendo a Camlost… Perché tutti i maghi vengono rinchiusi?>>

<<E’ come ti ha detto quell’avventore nel locale: il nostro re non vuole saperne nulla della magia. Sua moglie è stata uccisa da una strega ed ora ha bandito dal regno la magia. Ma perché cerchi Chabod? Quello stregone è un ciarlatano! Secondo me è un’ingiustizia che sia rinchiuso nelle segrete del castello.>>

<<Vedi, lo cerco perché non ho memoria dei miei ricordi e mi hanno detto che lui può aiutarmi a ritrovarli.>>

La ragazza sorrise e disse:<<Pensi con un incantesimo?>>

<<Certamente.>> Rispose Vohael in modo esplicito.

L’uomo estrasse da una delle sue sacche che erano state portate in camera una pipa e si mise a fumarla. Le volute di fumo si levavano fino al tetto quasi.

<<Ti fermerai parecchi giorni, qui?>> domandò la ragazza senza guardarlo negli occhi.

Lui non rispose che dopo qualche istante: <<Giusto il tempo di trovare il mago.>>

Annael si alzò da dove era fino ad allora rimasta seduta e lo salutò dicendo: <<Non ti fidare di nessuno, straniero.>> Quindi, si richiuse la porta dietro le spalle.

Quella sera Vohael non riusciva ad addormentarsi: la chiromante non gli aveva predetto nulla, ma gli aveva fatta una precisa raccomandazione: non fidarsi di nessuno! Quelle parole gli rimbombavano nella testa per parecchio tempo.

Doveva essere mattina, quando finalmente un leggero sonno lo prese e gli fece sognare cose assurde. Vedeva, di fatti, un prato. Un’immensa prateria verdeggiante con qualche rada margheritina che si piegava all’incedere impetuoso del vento. Dal nulla appariva come se fosse un mago: era tutto abbigliato di blu, un cappuccio gli copriva completamente il capo e i connotati, così che era difficile riconoscerlo. Aveva tra le mani un’enorme sfera di cristallo che teneva con una mano, con l’altra si appoggiava ad un lungo bastone in legno, ricurvo. Nella sfera brillava una luce rossastra. Più in là una ragazza, scalza, stava seduta su di una sedia. Il vento le faceva scompigliare i capelli, la misera tunica. La ragazza fissava il vuoto con occhi sognanti. Lui cercava di raggiungerla correndo. E quando gli posava una mano sulla spalla, una volta raggiunta, quella lo fissava con occhi immoti dicendo: <<Non ti ricordi di me?>> e riecheggiò nella valle assolata. Ma lui non poteva rispondere, qualcosa gli impediva di articolare parole. Si alzò di scatto, con <<non ti ricordi di me?>> che riecheggiava nella sua testa. Si mise seduto sul letto ed osservò che sul comodino la pipa era spenta, la sua armatura giaceva in un angolo della stanza. Tutt’intorno era silenzio. Si stropicciò gli occhi e vide, voltandosi, che dalla finestra già i primi raggi di sole inondavano di luce la stanza.

…continua

 

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Cap1 par 2 Un incontro

18/01/2012 18.32.36 mercoledì

Cap. 1 Par 2. Un incontro

Trovò una locanda. Decise che si sarebbe fermato lì per qualche tempo, giusto per riposarsi un poco. Una volta entrato, si sedette al bancone delle bevande ed ordinò da bere. Aspettò qualche minuto, prima di essere servito. La gente nel locale o chiacchierava o rideva in gruppo. Uno soltanto notò la sua armatura e gli rivolse la parola così dicendo:

<<Salve, straniero! Cosa ti porta da queste parti?>>

Lui lo fissò per alcuni istanti, prima di rispondere: <<Sono in viaggio. Sto cercando un mago, un certo Chabod. Lo conoscete?>>

Quello rise mostrando la sua chiostra di denti marci e disse: <<La magia, mio caro, è stata bandita da tanto tempo qui a Calmost. I maghi li puoi trovare tutti in prigione…>>

<<Perché mai? >> lo interruppe Vohael.

<<Il re, il nostro re ha deciso così.>> E rise di nuovo di gusto. Doveva essere ubriaco. In locanda, serviva una ragazza sui diciannove anni. Gli si fece vicino e gli domandò se desiderava pernottare in locanda quella sera. Lui rispose di sì. Del resto, per quella giornata non aveva più molto da fare. Avrebbe cercato il mago l’indomani mattina. Ma notò che quella ragazza aveva uno strano tatuaggio sul polso. Era raffigurata una rosa trafitta da un pugnale.

<<Come ti chiami?>> le chiese, afferrandola per il polso.

<<Annael>> rispose con semplicità la ragazza.

<<Ehi, lasciala andare!>> gli intimò il locandiere, un tipo nerboruto e tarchiato.

Vohael lasciò subito la stretta e la ragazza tornò a servire ai tavoli.

“E’ una schiava. Questa qui doveva per forza fare la chiromante.” Pensò Vohael dirigendosi verso la camera che gli avevano preparato.

Continua…

 

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Una storia

Eccomi qui! Finalmente dopo che è trascorso un pochino di tempo: dovevo pensare a come “riempiere” questo mio nuovo spazio (oltre che non ho avuto proprio tempo!) e finalmente mi sono decisa a trovare qualcosina da pubblicare: posterò una storia fantasy che invento man mano.  Ovviamente non avendo tempo saranno poche righe alla volta, giusto per non stancare nessuno nella lettura del brano.

Eccola:

 

14/01/2012 12.10.10 sabato

 

Cap. 1 Par 1. Un incontro

Vohael era ormai in viaggio da diverse settimane. Aveva percorso fiumi, mari, monti, laghi e finalmente era giunto a Camlost, una ridente cittadina del Sud del Regno. La gente era per la strada, era orario di mercato. Le donne sceglievano le mercanzie con cura. Vohael scese da cavallo per percorrere il resto della strada a piedi, così legò il destriero ad un palo e proseguì a piedi. Si inoltrò nella fitta folla e, se non fosse stato per l’armatura che portava, si sarebbe detto che era uno dei cittadini di Camlost.

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Un nuovo blog

 

Eccomi “approdata” anche qui!

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